Sulla stessa pendice montana dove insiste l’abitato di Margno, sorgono questi due piccoli nuclei che dispongono di un discreto numero di case tradizionali ancora intatte, di notevole interesse: i tipi sono simili a quelli della conca di Taceno e di Margno, ma, a differenza di gran parte delle abitazioni di fondovalle ormai prive di strutture lignee esterne, di loggiati o balconi, qui si possono ancora osservare edifici completi in tutte le loro parti. Così, sporgenti da alte e geometricamente regolari fronti d’edificio, le delicate e ben ritmate trame di montani verticali e di traverse, si compongono secondo modulazioni variabili nelle distanze intercorrenti tra l’una e l’altra, e comunque mai ripetute; e danno equilibrio alla decisa e compatta chiusura del muro di fondo col loro leggero sovrapporsi, mediante un delicato gioco di luci e d’ombre e di movimento di disegni vibranti. Altri edifici conservano ancora loggiati in muratura, sostenuti da pilastri e da arconi possenti, realizzati con tecnica sicura. Questo tipo architettonico si trova di rado in montagna; anche in queste costruzioni, e forse con maggior forza, si avverte la presenza di un rigore geometrico nel disegno e di un effetto globale di contenuta potenza. Spira da queste forme architettoniche un senso di forza gagliarda e di pacatezza meditativa.

testo di ANGELO SALA
pubblicato sul sito www.valsassinacultura.it

 

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