È giusto, per Primaluna, mettere in primo piano la sua chiesa, dedicata agli apostoli Pietro e Paolo, perché essa fu centro di una pieve che coprì tutta la Valsassina più la Valtaleggio e l’Averara, in terra bergamasca. L’Arrigoni riferisce di una tradizione la quale vuole che un Della Torre andato alle Crociate sia stato il primo a salire le mura di una città e a togliere ai saraceni l’insegna della mezzaluna onde, tornato in patria, abbia posto alla terra che abitava il nome di Prima Luna. Presentando Le famiglie della Valsassina dell’Orlandi, Carlo Corti recava omaggio a «Primaluna la capitale, Primaluna turrita da le 7 porte, Primaluna nido d’aquile, che diè porpore a la Chiesa, signori a mezza Italia, principi al Sacro Romano Impero». Scriveva il canonico Cattaneo Della Torre nella seconda metà del Cinquecento: «Giace il predetto luogho di Primaluna nel mezzo del contado di Valsassina, verso il Meriggio; ha in faccia il monte Grigna et dopo le spalle un altro monte detto Olino, sulle radici del qual monte è sita detta terra. Il monte Grigna gli da gran danno a terreni». Leggiamo invece Giuseppe Muttoni: «Primaluna è un villaggio della Valsassina che da un millennio contempla estatico, quasi in adorazione, la Grigna che gli sta di fronte e nelle aurore e nei tramonti brilla che pare ci abbia il fuoco dentro».

 

testo a cura di ANGELO SALA
pubblicato sul sito www.valsassinacultura.it

 

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