Nella «Grande illustrazione del Lombardo-Veneto» Ignazio Cantù scrive: «Fra i torrenti Acquaduna, Troggia e Pioverna signoreggia Introbbio, paese principale della valle, assai più importante che oggi, quando aveva forni fusorj e di proietti militari, pretorio, commissariato, collegio notarile». Il Parlaschino aveva già annotato che la Valsassina aveva oppida duo, Primaluna che era il capoluogo ecclesiastico, Introbio che era invece il centro civile. In quest’ultimo, difeso da alta torre, dai monti, dal fiume e dalla stessa natura del luogo, si amministrava giustizia per tutta la valle. A Introbio, che deriva forse il suo nome da inter Orobios, e questo ne può indicare l’antichità, il Cattaneo Della Torre ricorda che «li homini di questa valle» hanno fabbricato «una bella casa con horto et giardino, chiamando il Palazzo della Comunità»; in esso abitava il podestà che veniva designato dal viceduca di Milano e rimaneva in carica due anni. Nella stessa «Descritione della Valsassina» si legge, sempre intorno a Introbio: «Si trattano in questa terra assai mercantie di ferro, di panno, di grassine, di bestiami, di biade, di vini et altre cose, in modo che per le mercantie et per la corte del Podestà vi è sempre gran concorso di popolo, come se si fosse in una città».

testo a cura di ANGELO SALA
pubblicato sul sito www.valsassinacultura.it

 

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