Tremenico chiude il monte di Dervio o d’Introzzo. Sul paese si erge lo svelto campanile della parrocchiale di Sant’Agata che si eleva sopra i tetti, mentre all’inizio del paese sorge un oratorio dedicato a San Carlo: sulla facciata, preceduta da una inconsueta scalinata Sali-scendi, è scritto l’anno della costruzione, il 1624, vicino al tempo della canonizzazione del Borromeo. Nella parte alta di Tremenico si trova un gruppo di antichi rustici, un paese sopra il paese addirittura. La zona delle cascine è detta Fenile, vocabolo che è stata trovato usato in un documento del 1498. Di là dalla Valle, di fronte a Tremenico, è il Monte Lentrée, ormai in totale abbandono perché non è rimasto più nessuno a sopportare la fatica di scendere in fondo alla valle e passare il Varrone per rimontare il versante opposto. Vicine alle baite sono le miniere di feldspato aperte nel 1907 da Abramo Rusconi. Aveno, frazione di Tremenico lungo la strada della Val Varrone, ha conservato intatti i caratteri di un tempo lontano. Qualche secolo ha pure la chiesetta dell’Assunta. Fermo Magni scrisse di «Aveno oscuro e angusto» dando però un quadro idilliaco di «Tremenico col sorriso dei suoi frutteti».

testo di ANGELO SALA
pubblicato sul sito www.valsassinacultura.it

 

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